Il Pilates nello studio e nella pratica del tango
Il tango è un ballo popolare in voga dagli anni quaranta, che dalla lontana Argentina negli ultimi decenni si è diffuso a macchia d’olio anche in Europa.
E’ una danza, come tutti i balli di coppia, che si fonda sulla comunicazione e sull’emozione, e negli ultimi anni è diventato per molti uno stile di vita.
Esistono infatti comunità di tangueri in quasi tutte le città, persone che si ritrovano la sera per danzare, chiacchierare e condividere esperienze di vita, persone che sempre più amano studiare e perfezionare la loro tecnica, con lezioni di tango in coppia o singole, e che da qualche tempo (innescando, a mio avviso, un circolo “virtuoso” e molto salutare) ricercano anche in altre discipline il miglioramento del proprio assetto corporeo e muscolare, per una danza più fluida e organica.
Una di queste discipline è la tecnica Pilates.
La tecnica Pilates prende il nome dal suo fondatore, Joseph Hubertus Pilates, un geniale atleta tedesco che dai primi anni del ‘900 cominciò ad elaborare il suo metodo di training psico-fisico dapprima in Germania per conto dell’esercito, poi durante la prima guerra mondiale in Inghilterra in un campo di prigionia, rinchiuso a causa della sua nazionalità, dove, cercando di aiutare i molti soldati feriti e menomati e in molti casi immobilizzati a letto, cominciò a ideare e realizzare dei macchinari, alcuni ancora oggi in uso, per la riabilitazione e la rieducazione degli arti.
In seguito, trasferitosi negli Stati Uniti, aprì un proprio studio insieme alla moglie Clara dove continuò ad elaborare il suo metodo che all’epoca si diffuse soprattutto tra gli atleti e i danzatori.
Dagli anni sessanta in poi, dopo la sua morte, grazie ai suoi allievi più anziani la tecnica Pilates si è diffusa ampiamente in tutto il mondo ed ancora oggi viene continuamente aggiornata e applicata in più campi, dal semplice fitness alla riabilitazione.
Scopo principale di J.H.Pilates era quello di rendere le persone consapevoli del proprio corpo e della propria mente, inducendole a collaborare in una singola entità, dinamica e ben funzionante nel tentativo di fondere gli aspetti migliori delle discipline fisiche occidentali con quelli delle discipline spirituali orientali.
Gli esercizi, attraverso una logica successione, conducono la mente a cooperare con il corpo nella ricerca comune del controllo, della precisione e della fluidità dei movimenti, coordinandoli alla respirazione. Tutto ciò senza le esasperate ripetizioni a cui ci si sottopone nell’allenamento tradizionale.
La Tecnica Pilates ha come scopo quello di condurre l’individuo a muoversi con economia, grazia ed equilibrio.
Proprio ciò che serve a un ballerino di tango!
In più il lavoro di rinforzo della muscolatura del centro del corpo, la cosiddetta Powerhouse, aiuta a sostenere e controllare la tenuta del baricentro che per un ballerino è altrettanto fondamentale.
Personalmente, soffrendo di una patologia lieve alla colonna vertebrale ho potuto constatare già da parecchi anni, come la mia maniera di ballare sia cambiata quasi radicalmente, in seguito all’integrazione di questa disciplina nel mio training quotidiano di danza contemporanea: maggiore coscienza dell’apparato osseo articolare, maggiore recupero muscolare, migliore gestione dell’equilibrio nei movimenti in dinamica, e soprattutto una grande riduzione del dolore nella zona lombare!
Con grandi benefici anche nella pratica del tango!
E così riflettendo e studiando sempre più nuovi approcci all’allenamento fisico, ultimamente ho elaborato un nuovo sistema di training che ho chiamato Centering Balls (che utilizzo prima di qualsiasi pratica sportiva o di training di danza) fondendo insieme alcune tecniche di rilassamento su piccole palle morbide, la tecnica Pilates ed esercizi di stretching attivo (PNF).
Il training, che si esegue a terra su un tappetino con una durata variabile a seconda delle sequenze eseguite, prevede il posizionamento delle palline sotto specifici punti del corpo e lo spostamento delle stesse in un percorso graduale guidato, percorrendo così tutte le zone del corpo, in posizione supina, prona, laterale e seduta, con l’obiettivo di rilassare le tensioni profonde muscolari e, attraverso particolari esercizi in progressione dinamica, attivare i muscoli profondi che costituiscono il centro del corpo (addominali, glutei, interno coscia e zona lombare);
Sperimentando il metodo su di me e sui miei allievi, ho notato che nel tempo il metodo permette di creare gradualmente una massa muscolare profonda uniforme e di correggere alcuni vizi posturali, alleviando notevolmente sia le
patologie dolorose a carico della colonna vertebrale che delle varie articolazioni del corpo, e ottenendo il risveglio e rinforzo del “centro” come propulsore del movimento in dinamica.
Inoltre la pratica della respirazione guidata per tutta la durata dell’allenamento (così come nel Pilates e nello Yoga) incrementa la capacità di concentrazione e la lucidità mentale nelle ore a seguire contribuendo al miglioramento del rendimento e della velocità di apprendimento delle tecniche di danza in maniera esponenziale!
Mi sento di affermare che attualmente la tecnica Pilates, così come il metodo delle Centering Balls, siano le più adatte all’affiancamento dello studio e della pratica del tango per affinità di obiettivi e concretezza di risultati, perché ottenendo una maggiore consapevolezza del proprio corpo durante la danza, la mente si rilassa e si concentra totalmente nel movimento e nell’ascolto del nostro partner, così come una maggiore sicurezza e concentrazione ci aiuta a controllare la gestione dell’uso dello spazio che ci circonda, assicurando a noi stessi e ai nostri compagni di milonga un maggiore divertimento!
Alessandra Fazzino